Come vi accennavo qualche tempo fa, un libro molto interessante che ho letto poco prima di iniziare lo svezzamento di Alice, è La dieta dei primi 1000 giorni, di Gianfranco Trapani, un Pediatra specializzato in Scienza dell’alimentazione.

L’ho trovato utile perché ha dato una direzione al nostro periodo di “educazione al cibo”, che già volevo improntare in maniera diversa dallo svezzamento tradizionale.

Una breve introduzione al libro

Nel libro spiega che il periodo dal concepimento ai 2 anni d’età è prezioso per educare il gusto del bambino a sapori e cibi diversi, ma sopratutto influenza la maggiore o minore predisposizione alle malattie da adulti, malattie quali cardiopatie, diabete, cancro e obesità.

Tutti noi infatti veniamo al mondo con un corredo genetico preciso, il DNA. Anche se i geni sono fissi non lo è, però, il fatto che essi siano attivi o dormienti: la loro attivazione può variare a seconda dell’organo e del momento (meccanismi epigenetici). Ciò che si fa nei primi 3 anni ha influenza proprio su questi meccanismi e può interferire sullo schema naturale di attivazione anche a lungo termine.

Vi risparmio le considerazioni a livello di nutrimento in gravidanza, che nemmeno io sono riuscita a rispettare data la mia infinita golosità (anche se posso dire che, vista la toxoplasmosi che avevo già avuto, ho mangiato abbastanza variato e un po’ di tutto, senza modificare la mia normale dieta), ma passo a ciò che di interessante ho letto riguardo all’alimentazione nei primi due anni, che mi importa parecchio invece!!!

I primi pasti incidono sulla nostra futura alimentazione

In particolare è ben specificato che le “prime volte” incidono e plasmano la formazione delle nostre sinapsi e interferiscono quindi con lo sviluppo del cervello. Più un bambino riceve stimoli, anche riguardo al gusto, più sinapsi si formeranno nel suo cervello, e più spesso questi stimoli arriveranno, più le sinapsi diventeranno stabili.

Non voglio neanche parlare del convenience food, di tutto ciò che in commercio è presente per l’alimentazione del neonato, che è molto utile in questo periodo in cui (finalmente oserei dire) le donne sono al pari dell’uomo e spesso devono tornare a lavoro troppo presto, con ritmi di lavoro molto duri, e hanno poco tempo per preparare il cibo dei propri figli. Questi alimenti sono molto comodi, ma anche, inevitabilmente, molto trattati per poter durare nello scaffale del supermercato e nelle nostre case.

Voglio invece soffermarmi sui consigli che il pediatra dispensa a proposito del cibo a partire dal sesto mese di vita, nel caso in cui si voglia affrontare uno schema di Alimentazione Complementare a Richiesta (ACR):

  • Innanzitutto, il lattante non ha le dimensioni dello stomaco di un adulto, quindi è bene modulare le quantità che gli si propongono: un piatto troppo pieno potrebbe portare una sorta di “ansia da prestazione” che porterà il bambino a mangiare meno di quello che vorrebbe, per la paura di non finire il piatto, o potrebbe portarlo a sentirsi in dovere di finire tutto, mangiando ben di più di quello che vorrebbe e che il suo senso di sazietà gli dice; meglio quindi non insistere nel caso non vogliano più cibo, significa che sono sazi.
  • Il pasto di un lattante potrebbe durare molto a lungo, ed è inutile spazientirsi, perché dovrà imparare a masticare e deglutire pezzi di cibo, cose che col latte materno (o artificiale che fosse) non erano richieste.
  • Nel caso in cui non mostri interesse, o proprio rifiuti alcuni tipi di cibi, come per esempio le verdure, è importante insistere riproponendogli lo stesso cibo periodicamente per almeno 15 volte, in modo che prenda confidenza col gusto e lo accetti.
  • Nel caso in cui cerchi di prendere il cibo da sé, meglio lasciarlo fare, in modo che prenda sicurezza e pian piano impari a mangiare da solo!!! Sporcherà tutto, ma così facendo apprenderà prima e sarà per lui una conquista importantissima dal punto di vista neurologico.
  • Cosa molto importante, e sottolineo MOLTO IMPORTANTE, è bene non dare al lattante bocconi troppo grossi, o tagliati in maniera inadeguata, che possono portare a soffocamento. I due consigli che vengono dati sono quelli di fare un corso di disostruzione al 118 o presso i centri delle vostre città, e di leggere questi consigli su come tagliare i diversi alimenti: www.nostrofiglio.it/bambino/bambino-1-3-anni/salute/come-tagliare-i-cibi-per-prevenire-il-soffocamento

Una sana dieta equilibrata è alla base dell’Alimentazione Complementare a Richiesta

La cosa da tenere a mente, nel caso si decida di iniziare con ACR, è che l’esempio fondamentale viene dato da noi! Si segue la regola di dare ai bambini il cibo che vedono mangiare a noi e verso cui si allungano, e sopratutto nei bambini curiosi questa cosa è molto evidente. Nei casi in cui i bambini non mostrino invece interesse si può provare a proporre loro quello che mangiamo noi, vedendo se è la giusta strada da percorrere.

Per potere fare ciò è importante che nei nostri piatti ci siano solo cose sane e genuine, alimenti semplici e poco elaborati, poveri di zuccheri e sale, ma ricchi di sostanze nutrienti e il più vari possibili. Tanta frutta e verdura, pesce, frutta secca, olio extravergine di oliva, poca carne bianca e pochissima carne rossa come pure salumi e formaggi, insomma una bella dieta mediterranea!!!

I segnali per cominciare questo tipo di alimentazione sono 3:

  1. Il bambino deve riuscire a stare seduto e a tenere ferma la testa
  2. Deve esserci una buona coordinazione nei movimenti di occhi, mani e bocca
  3. Il bambino deve riuscire a deglutire il cibo: se non è in grado rifiuterà il cuchciaino e sputerà il cibo.
Del resto basta seguire le classiche regole della dieta mediterranea appunto:
  • Frutta e verdura almeno 5 volte al giorno
  • Brodo di verdure preparato con qualsiasi tipo di verdure di stagione, limitando la patata che provoca picchi di iperglicemia e quindi di insulina. Privilegiare carote, zucca, verza, cavolfiore, cipolle, porro, lattuga, barbabietola rossa, sedano, aglio, pomodo, basilico e prezzemolo. Limitare l’uso di bietole e spinaci o aggiungere 1 cucchiaino di aceto nell’acqua di cottura, per prevenire la formazione di cristalli di calcio a livello renale.
  • Per quanto riguarda la frutta, l’importante è che sia fresca e di stagione, biologica e accuratamente lavata. Tutta la frutta può essere data, meglio lontana dai pasti o a merenda per evitare fermentazioni intestinali. Noci, nocciole, mandorle e pinoli meglio darle dopo l’anno, ma sono molto buone perché ricche di oligoelementi. Si possono proporre tritate all’interno degli yogurt.
  • Molto importanti legumi e cereali, che dovrebbero essere presenti almeno in un pasto ogni giorno per fornire la giusta quantità di proteine e carboidrati: ceci, lenticchie, piselli, fagioli (possibilmente privati della buccia attraverso il passaverdure), o direttamente decorticati come lenticchie rosse, quinoa, amaranto e tapioca. Per quanto riguarda i cereali meglio utilizzare farine, fiocchi di cereali o semolini a base di miglio, frumento, riso, mais, orzo o semi di sesamo. Dopo il primo anno di età molto importante anche dare cereali integrali!
  • Per quanto riguarda le proteine animali, meglio limitarne l’utilizzo a una o due volte alla settimana per la carne, due o quattro volte per il pesce, una o due volte per l’uovo e due o tre volte per il formaggio. Il pesce è l’alimento migliore per lo svezzamento, perché tenero e gustoso in qualsiasi preparazione (attenzione solo a evitare pesci di grosse dimensioni che potrebbero contenere maggiori quantità di inquinanti). E’ altrettanto importante non mischiare i tipi di proteine associando carne con formaggi o con pesce e uova. Questo il motivo per cui sarebbe meglio evitare di aggiungere il parmigiano al brodo in cui viene eventualmente messo durante lo svezzamento tradizionale l’omogeneizzato di carne (cosa che invece tutti i pediatri, compreso la mia, consigliano)!
  • Alimento molto importante è lo yogurt, da preferire bianco, intero e naturale, con eventuale aggiunta casalinga di frutta o cereali ridotti in polvere o di piccolissime dimensioni.
Questi i principali consigli a livello di varietà della dieta, nei diversi pasti di una giornata. Bisogna ricordarsi che i bambini non devono fare la dieta dissociata, quindi ad ogni pasto bisogna fornire loro una giusta quantità dei diversi componenti nutrizionali. Ovviamente all’inizio questo sarà difficile, perché loro faranno degli “assaggi”, non dei veri e propri pasti, ma continuando a fornire latte materno o artificiale il resto dei componenti verranno comunque assicurati.

Nel libro sono anche indicate alcuni menù tipo, anche per diete vegetariane complete, ma seguendo ACR la dieta è dettata dai genitori e io personalmente la decido la domenica per la settimana successiva.

Non appena riuscirò vi indicherò qualche ricettina utile per l’inizio, che anche io sto seguendo.

Un bacione a tutte e spero di non avervi annoiato troppo! 😉

SuSy

 

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