Il costo della vita, si sa, è molto alto, e quando arriva un figlio le cose si aggravano parecchio!

Nel primo anno il costo dei pannolini, del latte artificiale se non si ha la fortuna di avere il proprio latte materno, dei vestiti che cambiano di misura ogni mese o poco più (se non si ha la fortuna che qualcuno te li passi tra i parenti e gli amici), delle medicine nel caso in cui servano, influisce molto sull’economia famigliare.

In più, molte famiglie, coraggiosamente, decidono di avere figli anche se la condizione economica non è ottimale, perché attendere tempi migliori vorrebbe dire aspettare anni e magari perdere la finestra di fertilità adeguata (come ha più volte sottolineato il ministro Lorenzin ultimamente!!!).

Oggi vorrei quindi riassumere in questo mio post, i principali bonus e aiuti nei confronti delle famiglie italiane con figli per il 2016, per fare un po’ di chiarezza e avere un quadro generale.

Bonus bebè

BONUS BEBE’

Primo tra tutti, da qualche anno, è stato messo a disposizione l’Assegno di sostegno alla natalità, detto anche Bonus Bebè, un bonus che consta di un contributo economico compreso tra gli 80 e i 160 € mensili, per un periodo massimo di 36 mesi, per il quale è necessario rispettare i seguenti requisiti:

  • Avere un figlio o adottarne uno tra il 1° Gennaio 2015 e il 31 Dicembre 2017
  • Il contribuente potrà beneficiarne fino al compimento del 3° anno del bambino
  • ISEE inferiore ai 25.000 € lordi, riferito all’anno precedente alla nascita o adozione
  • Nel caso di ISEE inferiore ai 7.000 €, il bonus diventa di 160 €
  • Dal 5° figlio in poi non ci sono limiti di reddito, ma si percepisce automaticamente
  • I genitori devono essere residenti in Italia, essere cittadini italiani o di uno stato membro dell’UE o cittadini extracomunitari con regolare permesso di soggiorno.

Come si ottiene il bonus bebè?

Per avere il bonus è necessario fare richiesta attraverso un’apposita domanda da inoltrare online sul sito INPS, o in qualsiasi centro CAF, Patronato o similari. La domanda deve essere fatta entro 90 giorni dalla nascita o adozione del bambino, solo una volta il primo anno. Per gli anni successivi basta convalidare la domanda già presentata con l’aggiornamento dei soli dati ISEE.

Nel caso di domanda entro i 90 giorni l’importo antecedente è erogato; nel caso di richiesta tardiva invece l’assegno spetta solo a decorrere dalla data di presentazione della domanda, sempre entro i 3 anni del bambino, in quanto dopo l’assegno non è più dovuto.

L’anno scorso hanno usufruito dell’assegno le famiglie di 330.000 bambini e il governo sta valutando di allungarne la durata fino al 2020.

Il bonus bebè negli anni futuri

La ministra Lorenzin ha fatto due proposte per gli anni a venire molto alettanti:

  1. Per la prima proposta verrebbe raddoppiata la quota mensile per il primo figlio, portandola a 160/320 € a seconda della soglia ISEE, mentre dal secondo figlio in poi l’aiuto diventa di 240/400 €. Se entrerà in vigore tale proposta, a coloro che hanno fatto un figlio prima del 2015 e ne hanno un altro nel periodo di validità del contributo, viene riconosciuta la cifra mensile più alta.
  2. Per la seconda proposta invece si alzerebbe la soglia ISEE a 30.000 € all’anno, e si prevedrebbe un sostegno più importante per chi ha ISEE inferiore ai 7.000 €. In particolare 320 € al mese per il primo figlio e 480 € al mese per il secondo, con misura di sostegno alla povertà. Questo sistema prevedrebbe però molti più fondi stanziati e sarebbe di più difficile attuazione, perché significherebbe un vero e proprio cambio strategico delle politiche del welfare.

Riguardo a tali proposte, al 2 settembre 2016 ancora non si sa nulla per quanto riguarda l’aumento del bonus e la maggiorazione per il secondo figlio.

Assegno di maternità per mamme lavoratrici o disoccupate

Un secondo aiuto statale è dato dall’Assegno di Maternità per le mamme lavoratrici o disoccupate, che è pari a 338,89 € per 5 mesi, per un totale di 1.694,45 €, e che spetta secondo i seguenti requisiti:

  • Lavoratrici con diritto all’indennità di maternità
  • Lavoratrici che sono state licenziate
  • Lavoratrici disoccupate

Per richiedere l’assegno bisogna inoltrare apposita domanda entro 6 mesi dalla data del parto o di entrata in famiglia del minore adottato.

Assegni comunali per le mamme non lavoratrici

Tutte le mamme non lavoratrici, possono invece usufruire dell’Assegno dei comuni. Tutte le casalinghe possono informarsi presso il proprio Comune di residenza per eventuali informazioni in merito all’assegno di maternità previsto. Tale assegno non è cumulabile con quello statale.

Voucher per asilo nido e baby sitter

Sono messi a disposizione delle mamme lavoratrici Voucher per asilo nido e baby sitter: il voucher è stato introdotto dal 2012, e secondo la legge ammonta a 600 € mensili, per un massimo di 6 mesi, potrà essere richiesto per più di un figlio se sussistono le condizioni e potrà essere utilizzato in caso di rientro al lavoro alla fine della maternità obbligatoria.

Al momento della presentazione della domanda, la mamma dovrà essere negli 11 mesi successivi alla conclusione del congedo obbligatorio di maternità e non dovrà avere fruito del congedo parentale (maternità facoltativa).

Per le mamme lavoratrici autonome e non iscritte alla gestione separata INPS deve ancora entrare in atto il decreto, che prevedrà un contributo di 3 mesi per un massimo di 1.800 €.Anche in questo caso la richiesta andrà inviata telematicamente tramite il sito INPS.

Social Card

Altro aiuto per le famiglie in difficoltà è la Social Card, una carta prepagata da usare “Stile Bancomat” nei punti vendita convenzionati, del valore di 80 € ogni 2 mesi, che viene rilasciata alle madri che hanno ISEE inferiore a 6.795,38 € e con bambini da 0 a 3 anni.

Carta Acquisti SIA

Ultimo aiuto introdotto nel 2016 è la Carta Acquisti SIA, estesa in tutta Italia, dopo l’introduzione nel 2014 in sole 12 città. Dal 2 settembre 2016 è possibile richiederla presentando apposita domanda ed avendo i requisiti per rientrare nel programma di sostegno.

Tale carta sarà riconosciuta a tutti i nuclei famigliari in difficoltà, che parteciperanno a un progetto di attivazione sociale in ambito lavorativo, rivolto all’uscita dalla difficile situazione in cui si trovano. La gestione del progetto è affidata ai Comuni.

Sarà possibile utilizzare questa carta nei supermercati, in tutti i negozi che aderiscono all’iniziativa e inoltre potrà essere utilizzata presso gli Uffici Postali per pagare le utenze. L’importo è in relazione al numero di componenti del nucleo famigliare: per ogni componente sarà stanziato l’importo di 80 €.

I criteri per poter rientrare nel programma sono i seguenti:

  • Essere cittadini italiani, o extracomunitari con permesso di soggiorno CE, con residenza in Italia da almeno 2 anni
  • Nel nucleo famigliare deve esserci almeno un figlio minorenne o disabile, o una donna in accertato stato di gravidanza
  • L’ISEE non deve essere superiore a 3.000 € e non si deve essere beneficiari di altri contributi economici superiori a 600 € o di altri sostegni in relazione allo stato di disoccupazione
  • Non si deve risultare possessori di autoveicoli, immatricolati nei 12 mesi precedenti la domanda, con cilindrate superiori a 1.300 cc, o motocicli che superano i 250 cc, immatricolati nei 3 anni precedenti la domanda

La domanda deve essere presentata presso il proprio Comune di residenza a partire dal 2 settembre 2016.


Questo un quadro generale della situazione…neanche da dire che noi, con due lavori normalissimi, un mutuo appena attivato e una figlia di 9 mesi che va all’asilo, non rientriamo in nessuno di questi aiuti!!! Da una parte meglio così ovviamente, ma dall’altra le spese sono comunque tantissime e un aiuto non sarebbe stato per niente male!!!

Un bacione a tutti

SuSy

 

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